Comprendere l'ansia perinatale
L'ansia perinatale si manifesta durante la gravidanza o dopo il parto e può comportare preoccupazioni intense, pensieri intrusivi, attacchi di panico, paura di non riuscire a dormire, ansia legata alla salute o paura che accada qualcosa al bambino o al genitore.
L'ansia perinatale può riferirsi a una condizione clinica riconosciuta, ma solo un professionista qualificato è in grado di valutare la diagnosi, la gravità e il livello di assistenza adeguato. Questa pagina ha lo scopo di fornire informazioni chiare e un orientamento generale; non può sostituire una valutazione personale da parte di un medico che conosca la tua situazione.
Segni comuni ed esperienza vissuta
L'ansia perinatale può manifestarsi in modi diversi da persona a persona. I sintomi riportati di seguito non costituiscono una lista di controllo per l'autodiagnosi, ma descrivono esperienze comuni che le persone potrebbero riconoscere.
- Preoccupazione costante per il bambino, il parto, la salute o il ruolo genitoriale
- Pensieri intrusivi che suscitano paura o vergogna
- Sintomi di panico o incapacità di riposare
- Controllare, cercare rassicurazione o evitare di rimanere da soli con il bambino
- Mi sento in colpa perché questo periodo “dovrebbe” essere felice
Perché può insorgere questo problema
L'ansia si sviluppa solitamente a causa di una combinazione di fattori quali la sensibilità del sistema nervoso, lo stress quotidiano, i comportamenti evitanti acquisiti, l'incertezza e le esperienze passate. Non si tratta di un difetto caratteriale e non è sempre causata da un singolo evento.
- Stress elevato o prolungato
- Incertezza, cambiamento o pressione a ottenere risultati
- Esperienze passate spaventose o umilianti
- L'evitamento che porta sollievo a breve termine ma mantiene viva la paura
- Fattori familiari, biologici o legati al temperamento
In che modo la terapia può aiutare
La terapia non dovrebbe ridurti a un'etichetta. Un buon percorso terapeutico ti aiuta a comprendere lo schema ricorrente, a ridurre il senso di vergogna, a rafforzare il senso di sicurezza e a scegliere misure concrete che si adattino alla tua vita.
- Identifica il ciclo che si instaura tra pensieri, sensazioni corporee, evitamento e ricerca di rassicurazione
- Impara le tecniche di radicamento, respirazione e concentrazione senza utilizzarle come comportamenti compulsivi
- Utilizzare la CBT, l’ACT o tecniche basate sull’esposizione per affrontare gradualmente le situazioni che incutono timore
- Ridurre l'autocritica e sviluppare la tolleranza all'incertezza
- Elaborare un piano di prevenzione delle ricadute per i periodi di stress
Cosa puoi iniziare a notare fin da ora
Piccole osservazioni possono rendere più proficua la prima seduta terapeutica. Non è necessario avere tutto pronto prima di chiedere aiuto.
- Identifica la fonte della preoccupazione e distingue i fatti dalle previsioni
- Ridurre l’evitamento con piccoli passi pianificati
- Limita i controlli ripetuti o le rassicurazioni quando questi alimentano l’ansia
- Assicurati di dormire bene, mangiare in modo equilibrato, fare movimento e concederti il tempo necessario per il recupero
- Consultare un medico se i sintomi sono improvvisi, gravi o di natura fisica
Quando chiedere aiuto
Valuta la possibilità di rivolgerti a un professionista se l’ansia perinatale è frequente, intensa, difficile da gestire da sola o se influisce sul sonno, sul lavoro, sugli studi, sulle relazioni, sulla salute fisica o sul tuo senso di sicurezza.
Avviso urgente di sicurezza: Se rischi di farti del male, di fare del male a qualcun altro, se ti senti incapace di garantire la tua sicurezza o se ti trovi in pericolo immediato, contatta subito i servizi di emergenza locali o una linea di assistenza per le crisi. Le informazioni disponibili online non sono sufficienti in caso di emergenza.
Trovare il terapista giusto
Cerca un terapeuta che comprenda l’ansia perinatale, spieghi chiaramente il proprio approccio, lavori a un ritmo che tu riesca a sostenere e sia sincero nel riconoscere quando potrebbe essere necessario un ulteriore supporto medico, psichiatrico, nutrizionale, familiare o specialistico.
Obiettivi terapeutici per l'ansia perinatale
L’obiettivo iniziale, di solito, non è quello di risolvere tutto in una volta. Si tratta piuttosto di rendere comprensibile il problema, ridurre i comportamenti che lo alimentano e individuare il livello di sostegno che risulti sicuro e realistico. Per alcune persone ciò comporta l’acquisizione di competenze strutturate e la pratica tra una seduta e l’altra; per altre, invece, implica un lavoro esplorativo più graduale incentrato sul trauma, sulle relazioni, sul lutto o sull’identità.
















